Qumran e i Rotoli del Mar Morto

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Qumran è uno dei luoghi più misteriosi che toccherai nel tuo pellegrinaggio in Terra Santa. Famosa per le sue grotte e la vicinanza al Mar Morto, Qumran è oggi un sito archeologico di importanza mondiale, di cui, tuttavia, non si parla moltissimo.

L’origine del sito è compresa tra il 150 e il 130 a.C. e fu oggetto di diverse dominazioni, fino alla distruzione dell’intero abitato nel 68 d. C. per mano dell’imperatore romano Tito.

Tuttavia, la storia e la notorietà del luogo è dovuta ai cosiddetti Manoscritti del Mar Morto, dei ritrovamenti documentali, ritrovati nel 1947 nelle grotte attorno al sito che un tempo era abitato.

Insieme a Gerusalemme, Betlemme e Nazareth è una delle città di maggior interesse di tutta la Terra Santa, davvero imperdibile per la sua bellezza sotto l’aspetto archeologico e culturale.

In questo articolo, vedremo come arrivare, come muoversi, quali sono i migliori periodi per visitare Qumran, la sua storia e i luoghi più importanti da vedere.

Tour in Terra Santa: Qumran

L’importanza dei ritrovamenti a Qumran è cruciale, poiché è strettamente legata alla Bibbia ed ai suoi contenuti. Infatti, questi testi sono stati scritti in ebraico antico e da qui furono poi tradotti in greco.

Questi scritti che, come vedremo, sono di diversa natura risalgono a prima del 70 d. c. anno in cui le grotte esistenti furono chiuse.

La storia di Qumran, misteriosa città vicino Gerico, è  legata agli Esseni, una comunità ebraica che viveva secondo ordini monastici, in condizioni di eremiti.

Durante il pellegrinaggio in Terra Santa, è una località molto visitata per la sua vicinanza al Mar Morto, altra meta visitatissima.

Dove si trova Qumran

Qumran si trova, attualmente, in Cisgiordania, sulla riva occidentale del Mar Morto, nei pressi di Gerico.

La parte più interessante del sito è costituita dai resti di un monastero, dalle grotte che in molti pensano siano state delle biblioteche e di un antico cimitero. Alcuni manoscritti sono stati ritrovati in delle grotte o all’interno di tombe, custoditi in anfore per sottrarli alle intemperie e alla dominazione romana (63 a. C.).

A Qumran convergono più tradizioni: ebraica, aramaica e greca. Probabilmente, l’assedio di Gerusalemme e la distruzione del Tempio, risalente alle Guerre Giudaiche, ha influito direttamente sull’istinto di salvaguardare la propria storia ed identità. Ecco spiegato il ritrovamento di questi preziosi testi.

Quando visitare Qumran

Il clima a Qumran e dintorni è mediterraneo. Le estati sono spesso calde e secche e gli inverni freddi, essendo una zona desertica, c’è una notevole escursione termica.
Tuttavia, la primavera e l’estate sono ideali per visitare la zona, purché ci si protegga dal sole.

Cosa vedere a Qumran

Anche se non si è esperti di archeologia o non si è studiosi di storia antica, visitare il sito di Qumran è, assolutamente, un’esperienza da fare in Terra Santa.

La bellezza e la serenità, che infondono alcuni paesaggi desertici, è davvero incredibile. L’area oggi è parco nazionale, sotto giurisdizione israeliana. Molte delle grotte non sono più visitabili, ma si possono ammirare da vari di osservazione.

Oltretutto, Qumran ha un valore culturale notevole per le grandi scoperte che vi sono state tra il 1947 e il 1956. Attualmente, i manoscritti non sono nell’area del loro ritrovamento, cioè Qumran, bensì al museo archeologico di Gerusalemme.

Tra i tour in Terra Santa che comprendono Qumran, molti attraversano il deserto di Giudea, fino al Mar Morto. Alcuni prevedono una sosta a Ein Gedi, una vera e propria oasi in cui trovare ristoro e fare una breve escursione.

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I Rotoli del Mar Morto

Alcuni manoscritti, come detto, sono stati ritrovati e fanno capo a raccolte diverse , anche se in maggior parte sono di carattere religioso. La pergamena e il papiro, su cui sono stati scritti, si sono conservati in buono stato, tanto che è stato possibile tradurre dall’aramaico, dall’ebraico e dal greco antico.

Le raccolte più importanti sono copie dei libri biblici arrivate fino ai giorni nostri nell’Antico Testamento. La loro origine è essena, dalla setta ebraica che abitava Qumran, in quel momento storico.

I Rotoli del Mar Morto, sono circa 900 documenti di antichissima origine trovati nelle grotte di Qumran. Ritrovati dopo accurati scavi, nel 1947, solo oggi si è riusciti a decifrarne il contenuto. Dopo anni di studi, si è giunti alla conclusione che si tratta di testi religiosi e civili scritti in aramaico, greco ed ebraico.

Inoltre, contengono quello che sembra essere un calendario di 364 giorni che mostra alcune festività, a noi sconosciute. Una meravigliosa testimonianza di un tempo che fu e di un popolo, gli Esseni, probabili autori dei testi.

La cosa più importante però, che riguarda questi manoscritti, è proprio la loro esistenza e la loro, dimostrata, autenticità. Questi manoscritti tramandano il testo biblico nella sua completezza, confermandone, così, la sua attendibilità storica e filologica.

Inoltre, la particolarità dei Rotoli è quella che non si accenna ad una particolare corrente di pensiero religiosa, ma si fa chiaro riferimento al bene comune, alla salvezza collettiva. Tutto per raggiungere la conservazione delle differenti tradizioni ebraiche.

Il ritrovamento di questi manoscritti diffonde un grande messaggio, per il credente e il non credente, ovvero la spinta a cooperare, il diventare popolo. Questa è una grande lezione che il popolo antico ha fatto pervenire fino ai giorni nostri..

Ein Gedi

Tra il deserto della Giudea e le coste salate del Mar Morto, troviamo la Riserva Naturale di Ein Gedi, l’oasi più bella di Israele.

Oltre ad essere un luogo ideale per gli escursionisti, ha anche un riferimento biblico: qui, infatti, si nascose Davide, quando Re Saul era in collera con lui. Vi sono diversi sentieri escursionistici, che attraversano, cascate e oasi nel deserto.

Indossare scarpe adatte e munirsi di tanta acqua è consigliato, specialmente nei mesi estivi in cui le temperature superano, a volte, i 35 ° C.  Gli ingressi sono regolati da un biglietto a pagamento, per usufruire dei servizi ristoro, igienici e negozi di souvenir.

Il consiglio è quello di accedere la mattina presto per godere delle ore più fresche della giornata, evitando di esporsi eccessivamente al sole, dato che non vi sono moltissime zone d’ombra. Vi sono delle specie di fauna come lo stambecco nubiano, volpe afgana e iena striata, oltre a numerosi specie di uccelli. La flora è tropicale e poco folta. Nella riserva sono presenti anche dei siti archeologici: il tempio calcolitico di Ein Gedi e un villaggio risalente al I secolo d.C.

Bagno nel Mar Morto

Il Mar Morto è uno dei luoghi più particolari al mondo. E’ un bacino d’acqua molto salata, non soggetto a correnti, non presenta emissari, quindi l’acqua rimane lì, ma ha un immissario che è il fiume Giordano. Inoltre, si trova nel punto più basso del pianeta, a ben 394,6 metri sotto il livello del mare.

In molti tour della Terra Santa, è contemplata una tappa al Mar Morto, con bagno annesso. L’eccessiva salinità dell’acqua rende il bagno in mare particolare.
Non bisogna rimanere in acqua oltre i 10-15 minuti, evitare di immergersi se si hanno ferite recenti, si rischia bruciore della pelle e degli occhi.

Lo spettacolo dei granelli di sale che si trovano sull’arenile, però, sono davvero un bellissimo spettacolo, che vale la pena provare almeno una volta.

Qumran, la leggenda

La storia del ritrovamento dei Rotoli del Mar Morto è stata spesso romanzata. Quello che la leggenda narra, è legato ad un ritrovamento fortuito da parte di due pastori.

Un beduino, una sera del 1947, va alla ricerca di una capretta che aveva smarrito in quel di Qumran, in una delle tante grotte. Davanti l’apertura di una grotta getta una pietra dentro e sente un rumore di cocci, che lo spaventa facendolo fuggire. Il giorno dopo, tornando con il cugino entra nella grotta e trova delle anfore.

All’interno vi trovano dei rotoli di cuoio che contengono delle pergamene, sette per la precisione. Non capendone il valore, raccontarono a Betlemme l’accaduto e un siriano accetta di acquistarli e, una volta in suo possesso, di mostrarli al vescovo.
Questi li acquistò a sua volta,  che poi furono venduti negli Stati Uniti, acquistati dallo studioso  Yigael Yadin.

Da lì parte tutta la trafila per recuperare tutti gli altri. Al momento, come detto, sono custodite in parte al Museo d’Israele, ed in parte all’Istituto Orientale dell’Università di Chicago.

Perché visitare Qumran?

Recarsi a Qumran, durante un pellegrinaggio in Terra Santa, permette di godere di
scenari naturalistici di bellezza unica, oltre che di visitare vari siti archeologici. La civiltà degli Esseni viveva in modo isolato, non a caso Qumran presenta percorsi ostici per accedervi. Il loro spirito di conservazione, ha fatto sì che arrivassero ai giorni nostri questi importanti manoscritti.

Questo ha permesso di verificare e confrontare i testi biblici che abbiamo sempre conosciuto e di cui abbiamo sempre disposto. L’importanza storica e filologica delle traduzioni dall’ebraico-aramaico o greco è fondamentale.

I manoscritti sono, pertanto, un primordiale documento che rimanda ai primi testi biblici. Non vi sono altri manoscritti più antichi di questi. La Bibbia ha mantenuto lo stesso contenuto, nonostante sia stata tradotta e trascritta migliaia di volte, e lo stesso messaggio, quello ispirato da Dio.

Ecco perché ha un grande significato visitare Qumran, un luogo importante per fedeli e non credenti.

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