i miracoli di padre pio

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La figura di Padre Pio da Pietrelcina, nel corso dei decenni, ha assunto, per i fedeli di tutto il mondo, una rilevanza tale da imprimere un’impronta indelebile nella storia della cristianità moderna. La sua inesauribile misericordia per i malati e i disagiati, la sua innata capacità di ascoltare e consolare coloro che si avvicinavano a lui per un consiglio o in confessione, lo hanno reso popolare ancor più dei miracoli che gli vengono riconosciuti.

Diverse pubblicazioni di studiosi, teologi e giornalisti che si sono interessati ai miracoli di Padre Pio, Francesco Forgione all’anagrafe, raccontano di vicende che non sono del tutto descritte nei testi che lo stesso frate ha pubblicato in vita, ma sono, più precisamente, frutto di molte testimonianze dirette, degne di assoluta credibilità.

La vita di San Pio da Pietrelcina fu costellata di sofferenze fisiche e spirituali, le quali, però, non gli fecero perdere la fede e la forza nell’aiutare il prossimo. La Casa di Sollievo dalla Sofferenza, l’ospedale che egli stesso volle a San Giovanni Rotondo, è, ancora oggi, una delle strutture ospedaliere più all’avanguardia del sud Italia. Esso è solo la più eclatante e tangibile delle sue innumerevoli manifestazione di amore e carità nei confronti del prossimo, chiunque esso fosse.

Nei primi anni da frate, in uno dei tanti periodi di convalescenza trascorsi a Pietrelcina, prima di trasferirsi definitivamente a San Giovanni Rotondo, sapendo che il suo primo professore Domenico Tizzani, ormai ex prete, stava per morire senza il conforto e la dignità dei sacramenti negati, si volle recare da lui a concedergli quello che spetta ad ogni cristiano che sta per andarsene. Questo a dimostrazione della sua immensa misericordia.

Padre Pio: Le stimmate e altri eventi mistici 

La vita di Padre Pio è piena di avvenimenti che la sola ragione non è sufficiente a rendere comprensibili. In molte sue lettere e scritti fa riferimento a lotte notturne con i demoni, che gli facevano visita per farlo cedere. Inoltre, ci sono testimonianze di prodigi di cui fu protagonista: durante il battesimo guarisce il bambino molto ammalato, convertendo, così, il padre ateo.

Parecchie volte, durante le sue lunghe sessioni di preghiera era solito vedere gli angeli, la Madonna e anche Cristo. Era solito passare molte ore in una capanna, vicino ad un olmo, in cui pregava e, spesso, passava le notti.

Le stimmate e la trasverberazione

Nel 1911, scrivendo al suo direttore spirituale, raccontò: “…io mi trovo in campagna a respirare un po’ di aria più sana, dietro che ne ho sperimentato la migliorìa. (…) Ieri sera poi mi è successa una cosa che io non so né spiegare né comprendere. In mezzo alla palma delle mani è apparso un po’ di rosso quasi quanto la forma di un centesimo, accompagnato anche da un forte e acuto dolore in mezzo a quel po’ di rosso. Questo dolore era più sensibile in mezzo alla mano sinistra, tanto che dura ancora. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore. Questo fenomeno è quasi da un anno che si va ripetendo, però adesso per la prima volta glielo dico….”. Da qui vi è la scoperta di quelle che sarebbero diventate le stimmate, compagne di Padre Pio per tutta la sua vita. Qui il santo cominciava a subire nel corpo i dolori provati da Gesù Cristo.

Le stimmate, come raccontano gli evangelisti, sono segno delle ferite riportate da Cristo mentre viveva la sua passione, o, per meglio dire, una loro riproduzione totale o parziale. Coloro che le riportano sul loro corpo dimostrano di aver ricevuto la grazia di condividere i dolori e le lacerazioni di Gesù Cristo. Tecnicamente sono lacerazioni anatomiche non provocate da agenti esterni o da malattie dermatologiche. Ferite che non si decompongono, né guariscono o si cicatrizzano in alcun modo. Rimangono immutate anche per anni e, soprattutto, non hanno nessuna spiegazione medico-scientifica.

Le stimmate, oltre all’Ordine clericale, lo avvicinavano ad un personaggio di cui portava il nome di battesimo: San Francesco D’Assisi. Anche la vita del frate, fondatore dell’Ordine francescano, era stata sempre costellata di avvenimenti mistici e sovrannaturali. Così era anche per il frate di Pietrelcina.

Uno di questi fu la trasverberazione.  Ci troviamo già a San Giovanni Rotondo, Dopo un periodo di convalescenza, Padre Pio si trovava, come di consueto, a confessare i penitenti. E’ il 5 agosto del 1918 quando avviene il fenomeno mistico della trasverberazione, cioè l’essere trafitti da una punta-lancia o freccia- da parte di un essere celeste (detto anche assalto del Serafino, con riferimento agli angeli) o da Cristo stesso. Un’esperienza mistica che altri santi, come lo stesso San Francesco D’Assisi, provò sulla sua pelle. Lo stesso San Pio lo descrive in uno dei suoi scritti: “Me ne stavo confessando la sera del cinque, quando tutto d’un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presentava dinanzi all’occhio della intelligenza. Teneva in mano una specie di arnese, simile a una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata, e che sembrava da essa punta che uscisse fuoco. Vedere tutto questo e osservare detto personaggio scagliare con tutta la violenza il suddetto arnese nell’anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Questo martirio durò, senza interruzioni, fino al mattino del giorno sette. Cosa io soffrii in questo periodo non so dirlo. Persino le viscere vedevo che venivano strappate e stiracchiate dietro di quell’ arnese, ed il tutto era messo a ferro e fuoco. Da quel giorno in qua io sono stato ferito a morte…” Una ferita al costato molto strana gli fu constatata da più testimoni, per la quale era costantemente sotto cura.

Il 20 settembre, le stimmate di Padre Pio da invisibili, divennero visibili. In un rapporto epistolare tra due confratelli di Padre Pio, si legge: ” In lui non sono macchie o impronte, ma vere piaghe perforanti le mani e i piedi. Io poi gli osservai quella del costato: un vero squarcio che dà continuamente o sangue o sanguigno umore. Il venerdì è sangue. Lo trovai che si reggeva a stento in piedi ma lo lasciai che poteva celebrare, e quando dice messa, il dono è esposto al pubblico, dovendo tenere le mani alzate e nude”. Una delle tante testimonianze di chi ha incontrato e visto i segni della Passione di Cristo sul frate di San Giovanni Rotondo.

Accetta ogni dolore e incomprensione per amore di Gesù. Era una delle celebri frasi di Padre Pio.
Nel corso della sua vita, il frate ha subito diversi esami clinici, anche di carattere psichico, oltre che indagini da parte di esponenti del Vaticano, per capire la veridicità e la natura di queste stimmate, che, da sempre, lo hanno reso così noto tra i fedeli di tutto il mondo.

L’estasi di Padre Pio in preghiera

Questo suo vivere sempre a metà tra terreno e divino, si manifestava, oltre che per le apparizione di cui riferiva in molte sue lettere, anche e soprattutto durante la preghiera. Padre Pio, durante il raccoglimento personale, andava totalmente in estasi, tanto che le prime volte che qualcuno assisteva alla scena, credeva che fosse addirittura morto.
Un giorno il sacrestano di Pietrelcina vedendolo in quello stato si rivolse al parroco, Don Salvatore Panullo, che conosceva bene l’intensità delle preghiere di Padre Pio, gli rispose: “ Non ti preoccupare: tu a mezzogiorno suona le campane e poi vai a mangiare a casa, che il morto risuscita”.

Fu in quegli anni che Padre Pio ottenne il permesso alla confessione, e nel 1916 si trasferì a Foggia, come padre confessore. Da lì a poco sarà invitato a passare l’estate nella vicina e più fresca San Giovanni Rotondo, un paesino a 600 mt sul livello del mare. Lì la salute del frate, da sempre cagionevole, sembrò migliorare e l’altura donò sollievo ai suoi malanni polmonari. Sentiva, fortemente, dentro di lui che lì sarebbe stato il posto in cui risiedere per tanto tempo.

San Giovanni Rotondo era un posto tranquillo ed un convento con solo tre frati. L’arrivo di Padre Pio comincia a movimentare l’andirivieni di molti fedeli che avevano sentito parlare di questo straordinario confessore, pacificatore di anime e capace di prodigiose cure.

I miracoli di Padre Pio

Padre Pio compì tanti miracoli, moltissimi in vita e tanti altri dopo la sua morte. Sono miracoli autentici e riconducibili a lui, sebbene, durante la sua vita il frate fu a lungo ostacolato e mal visto dalla stessa Chiesa Cattolica.

Nei diari di molti suoi figlie e figlie spirituali si leggono testimonianze di chiaroveggenze, prodigi e predizioni.
Una di queste figlie spirituali era Nina Campanile, alla quale predisse del salvataggio di un parente che prestava servizio su una nave, quando questa, si venne a sapere, era stata bombardata.
Furono innumerevoli le manifestazioni della sua presenza e della sua intercessione per una guarigione. Ecco alcuni degli eventi mistici che lo riguardano.

Guarigioni miracolose

Moltissime furono le guarigioni miracolose per le quali Padre Pio intercedette. Malattie ed infermità sparite senza alcuna spiegazione medica. Uomini e donne che prima di rivolgersi al santo frate erano stati sottoposti ad operazione chirurgiche e a terapie di vari tipi che non davano, però, nessun miglioramento.

Un caso famoso fu quello di una donna polacca, per cui l’allora vescovo Karol Wojtyla, chiese a Padre Pio di intercedere, affinché la povera fedele potesse guarire da un terribile male.

Un altro caso, particolarmente noto, fu quello di un ferroviere senese, che nel 1945, fu investito da un camion e si salvò per miracolo riportando moltissime ferite al cranio, allo zigomo e, soprattutto, alla gamba sinistra. Riuscì, molto lentamente, a rimettersi quasi completamente, tranne che per la gamba che era fratturata in diversi punti e non riusciva più a piegare.

Dopo aver girovagato per vari ospedali tra Siena e Bologna, cercando un luminare che potesse aiutarlo ed essere stato sottoposto a diversi interventi, l’uomo perse la speranza, cadendo in una grave depressione. La moglie, qualche anno dopo, sentendo parlare di questo frate cappuccino che operava miracoli, decise di portarvi il marito. Dopo un estenuante viaggio per raggiungere il piccolo monastero di San Giovanni Rotondo, in stampelle, l’uomo, che non era molto credente, fu ricevuto da Padre Pio. Il frate scandagliò l’anima del ferroviere, senza permettergli di riferirgli nulla del suo calvario. Alla fine della confessione, l’uomo, senza rendersene conto si inginocchiò, fece il segno della croce, salutò e ringrazio Padre Pio ed uscì. Poco dopo si rese conto di non avere più dolori e di riuscire a camminare, naturalmente. La sua guarigione miracolosa fu appresa con stupore dai medici da cui tornò poco dopo.

Bilocazione

Uno dei miracoli di Padre Pio, più noti, fu quello della bilocazione, ovvero trovarsi in due posti contemporaneamente. Sempre Nina Campanile fu testimone di un evento simile, al capezzale della sorella in coma. Una sera Nina assisteva la sorella, pregando. All’improvviso ebbe come la sensazione che ci fosse qualcuno con lei in stanza, ma non era così. La ragazza guardò l’orologio che segnava le otto. Poco dopo sua sorella si risvegliò dal coma. Nina, il giorno dopo, era raggiante e recandosi da Padre Pio, senza dirle nulla, gli chiese: “A che ora siete venuto ieri a visitare mia sorella?”, il frate rispose: “Alle otto.”

Ad un episodio di bilocazione assistette anche il famoso Generale Cadorna.
Nel 1917, poco dopo la terribile sconfitta di Caporetto, il generale Cadorna cadde in uno stato di depressione, figlio dei tanti sensi di colpa. Una sera decise di farla finita.
Si ritirò nel suo appartamento, dando ordine di non far passare nessuno. Entrò in camera e aprì il cassetto in cui teneva la sua pistola. La estrasse e mentre la stava per puntare alla tempia, sentì, distintamente una voce che gli disse: “No, Generale, non vorrete mica compiere questa sciocchezza?” Quella voce e la presenza di qualcuno in stanza lo lasciarono senza parole, distogliendolo dal suo intento. Uscì dalla camera e chiese spiegazioni all’attendente, ma questi gli rispose che non aveva fatto passare nessuno.
Tempo dopo venne a sapere di questo frate che compiva miracoli e che si trovava nel Gargano, così si reca al Santuario di San Giovanni Rotondo in incognito. Il suo stupore fu grande quando riconobbe in Padre Pio, il frate che fermò la sua mano, quella sera.

Ad un altro episodio simile giurano di aver assistito alcuni militari americani alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Gli Alleati aveva liberato le regioni del Sud e alcuni dei loro aerei sorvolavano il Gargano. Le testimonianze di molti piloti americani sostenevano che mentre si trovavano in quella precisa area geografica, avevano visto comparire tra le nuvole la figura distinta di un frate che, a braccia aperte, voleva sbarrare loro la strada.
Ad un certo punto i loro aerei cambiarono rotta, senza che nessuno avesse toccato i comandi. Una volta atterrati, molti di questi soldati, sentirono le storie su Padre Pio e vollero conoscerlo. Tutti riconobbero, una volta vistolo di presenza, la figura che aveva loro fatto cambiare rotta mentre volavano sul Gargano.

Un altro episodio legato alla guerra fu quello narrato da un ufficiale dell’esercito. Durante una rappresaglia, in mezzo al fuoco nemico, vide sorprendendosi un frate poco distante da lui che gli intimò: “Si allontani da quel posto”. Il capitano, istintivamente, andò verso il frate, mentre nel posto in cu si trovava poco prima scoppiò una granata. Padre Pio gli salvò la vita, attirandolo a sé.fra

Dono delle lingue

Un altro prodigioso miracolo Padre Pio lo compì sempre in periodo di guerra. Degli ufficiali americani e il loro interprete, in visita a Foggia, incontrano Padre Pio che si intrattiene con loro a parlare. Una volta congedatosi, i quattro americani si rivolgono all’interprete meravigliandosi della bravura del frate nel parlare l’inglese americano. L’interprete rimane basito, poiché aveva sentito il frate proferire solo parole infarcite di espressioni dialettali.

L’osmogenesi

Una delle caratteristiche di Padre Pio era il carisma dell’osmogenesi, ovvero la capacità di emanare o far sentire, anche a distanza, profumi particolari. Nel suo caso era un forte odore di fiori, spesso gigli, viole o rose. Ci sono moltissime testimonianze di questo miracolo che Padre Pio era solito compiere per far sentire la sua presenza, la sua vicinanza a qualcuno.

Discernimento degli spiriti e introspezione delle coscienze

Un carisma che solo i santi possedevano era quello di poter indagare il cuore e l’anima della gente. Padre Pio, da padre confessore quale era, usava questa capacità per vedere nell’anima e nelle coscienze dei fedeli. Ci sono diverse testimonianze di grandi rimproveri rivolti alla gente che mentiva, bestemmiava o parlava male (mormorazione) degli altri.
Leggeva nel loro cuore tutte le cose che non confessavano, ancor prima che aprissero bocca.
Non entrava in casa di questa gente per benedirla e addirittura li fermava, ancora prima, che si inginocchiassero per confessarsi. Era molto severo, seppur amorevole.

La canonizzazione e il miracolo di Matteo Pio Colella

Quando Padre Pio morì, il 23 settembre 1968, il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo non cessò, anzi. In moltissimi andavano ancora nei luoghi del frate. Il processo di beatificazione, ostacolato da moltissimi all’interno della Chiesa, partì nel 1969.
Solo dopo decenni di testimonianze raccolte, Padre Pio divenne venerabile nel 1990.
Nel 1999 venne dichiarato beato da papa Giovanni Paolo II.

Nel 2000 avvenne uno dei miracoli più famosi di Padre Pio. Il piccolo Matteo Pio Colella, figlio di una famiglia di San Giovanni Rotondo, molto devota al frate, viene colpito da una meningite fulminante e ricoverato all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, dove il padre lavorava come urologo. Le condizioni del piccolo, all’epoca di soli sette anni, appaiono subito molto gravi. Una catena di preghiera si avviò in poche ore. Tutti chiedeva l’intercessione di Padre Pio, affinché il piccolo guarisse. In pochi giorni Matteo migliorò, nonostante, avesse avuto ben 9 organi compromessi. “La guarigione rapida, completa e duratura” fu giudicata, scientificamente, inspiegabile dalla commissione che la decretò miracolosa. Matteo, una volta ripresosi, raccontò che Padre Pio gli era apparso in sogno.

Il 16 giugno 2002 Padre Pio fu dichiarato santo. La sua festa liturgica cade nell’anniversario della sua morte, il 23 settembre.

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