La tomba di Padre Pio e la sua eredità

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Se sei un fedele sai già come sulla tomba di Padre Pio si sono scatenate, nell’arco degli anni, varie diatribe. Il Santuario San Pio, che ospita attualmente la salma del celebre frate, è stato al centro di numerose polemiche sin dalla sua costruzione tra il 1994 e il 2004.

In queste righe, cercheremo di parlare dell’importanza che possiede ancora Padre Pio per tutti noi fedeli e di quanto sia emozionante recarsi in pellegrinaggio da Padre Pio, per poter pregare davanti la sua cripta. Un viaggio a San Giovanni Rotondo che vi aprirà il cuore per accogliere la fede, la serenità e la speranza che Padre Pio sapeva infondere anche in vita.

La tomba di Padre Pio è, ancora oggi, un simbolo di grande fede, devozione e sacrificio, virtù che hanno guidato il frate di Pietrelcina  per tutta la sua vita. Lontano dal clamore e dai riflettori, Padre Pio è sempre rimasto al suo posto, nel ministero che gli fu assegnato, aiutando tutti coloro che poteva.

Ecco perché la sua tomba non è un semplice sepolcro, ma qualcosa che dovrebbe ispirare e insegnare a tutti noi qualcosa.

La tomba di Padre Pio, dove riposa il santo

Per ben 42 anni, la tomba di Padre Pio è stata la Chiesa di Santa Maria delle Grazie annessa al Convento omonimo, in cui il santo aveva la sua stanza. Quella in cui il 25 settembre 1968 se ne andò per sempre dalla vita terrena. Un personaggio come Padre Pio rivive, però, in ogni gesto dei suoi fedeli e di tutti coloro che ogni anno si recano da lui in pellegrinaggio.

I grandi dispiaceri che la vita ha riservato a Padre Pio, come le interminabili sofferenze fisiche che lo costringevano a lunghi periodi a letto, trafitto da lancinanti dolori al petto e al costato, le stimmate che lo hanno reso famoso, ma oggetto di indagine da parte del Vaticano. Episodi terribili che da una parte abbattevano Padre pio ma che, dall’altra parte, lo rafforzavano.

La vita di Padre Pio, d’altronde, è sempre stata un esempio di umiltà e amore per Cristo e per il prossimo, sempre pronto ad aiutare chi si trovava in difficoltà per sofferenze fisiche o spirituali. Le interminabili code davanti al suo confessionale sono registrate in centinaia di cronache locali e nazionali dei primi anni del Novecento.

Questo suo voler rimanere sempre lontano dal clamore e dai riflettori, seppur in tempi totalmente diversi dai nostri, ha sempre messo un alone di mistero sulla sua figura di frate. Dai racconti di molti aiutanti e dalle lettere, che era solito spedire ai suoi confratelli e superiori, denotiamo un carattere schivo e risoluto, ma dall’animo retto, buono e umile.

Qualità magnifiche che lo hanno reso santo il 16 giugno 2002. Un paio di anni dopo, nel 2004, fu inaugurato il Santuario che porta il suo nome e che oggi è la sua dimora dell’anima. Progettato dal grande Renzo Piano, il Santuario è stato, da subito, oggetto di grandi dibattiti.

Dove si trova la tomba di Padre Pio

La prima volta che si arriva a San Giovanni Rotondo, questo piccolo centro sulla collina nei pressi di Foggia, ci si ricorda che si sale. E’ proprio in una salita che sorge, oggi, il Santuario San Pio, a pochi passi dal centro Conventuale S. Maria delle Grazie.

Com’è la tomba di Padre Pio

La costruzione, infatti, è di pregevole fattura ed ha impiegato circa 10 anni per vedere la luce, inaugurata il 1° maggio 2004. Sin dal sagrato, in cui sono stati piantati dei meravigliosi ulivi, si nota la freschezza e la modernità di una chiesa che, per molti, ha poco a che fare con la vita del frate cui è dedicata.

Il Santuario di Padre Pio

Limitandosi alla cripta che custodisce la salma del santo, si trova sotto la chiesa principale, in una sala a cui si accede da una scala o da ascensore.

Essa presenta una forma semicircolare ed è abbellita di lamelle d’oro sulle pareti. Nello spazio circostante, vi sono sale conferenze, sale accoglienza per i pellegrini e servizi, oltre a ben 30 confessionali.

Uno spazio, quello del Santuario San Pio, dedicato alla luce. Circa duemila metri quadri di grande armonia visiva, di luce e ariosità. La chiesa superiore è caratterizzata da due cicli meravigliosi di mosaici.

Uno raffigura il percorso per riscoprire il senso della vita di battezzati ed arrivare a Cristo grazie all’esempio di vita di San Pio. L’altro mosaico, invece, è dedicato alla creazione. Episodi che hanno influito sulla formazione di Padre Pio e di San Francesco D’Assisi. Certamente un posto migliore per custodire le spoglie dell’amatissimo San Pio, non esiste.

La teca di Padre Pio

La tomba di Padre Pio vera e propria è costituita da una teca, con i resti del santo che sono custoditi all’interno di una imbottitura che dà maggiore consistenza al corpo. La faccia, invece, è una riproduzione in silicone che riproduce fedelmente i lineamenti del santo di Pietrelcina.

Il fatto di vedere un personaggio come Padre Pio, con la sua iconica barba e le sembianze ormai familiari ai più, permette di renderlo immortale nell’immaginario di fedeli e non. Poter vedere ancora lì questo buon uomo dona grande forza a tutti i fedeli che accorrono lì per chiedere una grazia, o un’intercessione.

Le polemiche sul Santuario

L’alternarsi di pietra di Apricena e legno dell’intera struttura dona la sensazione di solidità e bellezza, oltre che di grandezza. Qualità che poco si sposano con la vita morigerata e umile di Padre Pio, oltre ad essere in contrasto con i valori di umiltà e povertà dell’ordine sacerdotale dei Cappuccini.

Nonostante la scelta dei materiali principali (la pietra di Apricena e il legno) vadano alla ricerca di semplicità e genuinità, alcuni artifici architettonici sono giudicati troppo sfarzosi.

La tomba di Padre Pio e il Papa

In riferimento a queste polemiche, lo stesso Papa Francesco, nel 2018, durante una visita proprio a San Giovanni Rotondo, ha scelto di venerare le spoglie nella precedente posizione della teca, ovvero nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, a pochi passi dall’attuale Santuario.

Una scelta strategica e comunicativa ben chiara: per evitare qualsivoglia polemica e che si parlasse troppo dell’oro che avvolge le pareti di quella cripta.

Conclusioni

Polemiche a parte, onorare la memoria di Padre Pio è un grande gesto di devozione verso un uomo, un frate ed un santo che ha liberato migliaia di persone dalle loro sofferenze spirituali e, dai racconti di molti suoi assistenti, anche da dolori fisici irreparabili, con dei veri e propri miracoli.

Ad ogni modo, un uomo di fede e di chiesa che perpetrava, durante le messe, l’amore per Cristo e per il prossimo, che fece della carità e della misericordia verso i meno fortunati il suo scopo nella vita. Un esempio di grande rettitudine e sacrificio difficile da imitare in questo mondo. Ecco quella che è l’eredità di Padre Pio, il suo grande amore per il prossimo e per Cristo, la sua misericordia e la carità che traspariva da ogni suo gesto.

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