“Piccola Lourdes”, le apparizioni mariane e l’omaggio alla Madonna

Piccola Lourdes

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In molti conoscono già la storia delle apparizioni di Lourdes che hanno coinvolto, nel 1858, la giovane Bernadette in un miracolo, ma non tutti sanno che esistono dei luoghi, in Italia, meno famosi ma che sono chiamati “piccola Lourdes”.

Le vicende della grotta di Lourdes, dell’acqua miracolosa sono conosciute ai più e fanno della cittadina pirenaica e del Santuario di Lourdes uno dei poli religiosi più visitati al mondo. Le vicende che invece riguardano il termine piccola Lourdes sono da ricondurre sia a delle apparizioni mariane in Italia, meno conosciute, sia ad una devozione sviscerata per chi da Lourdes è stato profondamente segnato.

In questo articolo approfondiremo, pertanto, le vicende che riguardano queste piccole ma importanti realtà spirituali e devozionali: Collevalenza, Castelpetroso e Cava de’ Tirreni, divenute mete religiose e di pellegrinaggio.

Piccola Lourdes, mete di pellegrinaggio italiane

Queste località sono state, nel corso del tempo, protagoniste di apparizioni e pellegrinaggi, con delle storie e delle dinamiche che ricordano quelle della Madonna di Lourdes. Analizziamo le singole vicende, ponendo l’accento sulle sorprendenti affinità con la famosa storia della cittadina francese.

Castelpetroso, la piccola Lourdes

Partiamo parlando di Castelpetroso, un piccolo borgo in provincia di Isernia, nel Molise, dove sorge un bellissimo santuario, in stile gotico, intitolato a Maria Santissima Addolorata. Nel corso del tempo, questo piccolo paesino ha visto aumentare le presenze dei turisti, tanto da farne una vera e propria meta religiosa.
Il termine piccola Lourdes, per Castelpetroso, risiede nella sua vicenda. Circa 30 anni dopo l’apparizione a Lourdes, nel marzo del 1888, due pastorelle, in cerca di una pecorella fuggita via, ebbero un’apparizione.

Fabiana CIcchino e Serafina Valentino, questi i loro nomi, raccontarono di una luce intensa che proveniva dalla fessura di una roccia, dalla quale videro l’apparizione della Vergine Maria che sosteneva tra le braccia Gesù sanguinante. La Madonna aveva il cuore trafitto da sette spade e Gesù pieno di piaghe.

Circa dieci giorni dopo, in prossimità della Santa Pasqua, l’apparizione si ripetè, sempre alle due ragazzine. Da quel momento, come a Lourdes, da una fenditura della roccia, sgorgò un rivolo d’acqua, appartenente ad una sorgente nascosta, prima di allora. Cominciò una piccola forma di pellegrinaggio ed anche il papa di allora, Leone XIII, indagò sull’accaduto.

Il miracolo di Castelpetroso

Nel novembre dello stesso anno, il Conte Carlo Acquaderni, venuto a conoscenza di questa fonte, vi portò il figlio Augusto, malato di tubercolosi ossea inguaribile. Il ragazzo bevve l’acqua dalla sorgente e si sentì da subito meglio, guarendo prontamente.  La sorgente fu, così, meta di pellegrinaggi da parte di molti.

Nel 1889 la guarigione del giovane Acquaderni fu riconosciuta come miracolosa, così il padre decise di costruire un Santuario. I lavori, tra mille difficoltà economiche, iniziarono nel 1890 e furono ultimati, grazie alle offerte dei fedeli, nel 1975. In stile neogotico e realizzata con pietra del Molise, oggi, può ospitare circa 10 mila fedeli e, pur trovandosi più a valle rispetto al punto esatto delle apparizioni, è meta di turismo religioso. Il Santuario fu intitolato a Maria Santissima Addolorata, patrona del Molise dal 1973.

Nel punto esatto della grotta, che oggi non esiste più, vi è una croce, sulla sorgente è stato costruito un pozzo e un piccolo tempio che riporta la scritta, in latino, “Oh Madre, fonte d’amore”.  

Collevalenza, la piccola Lourdes

Poco distante da Todi, in Umbria, sorge un’altra località chiamata piccola Lourdes: Collevalenza. Qui si trova un importante Santuario intitolato all’Amore Misericordioso, voluto da Madre Speranza, una solerte suora spagnola che tra gli anni 50 e 60 operò in quelle zone.

Una storia, quella di Madre Speranza e Collevalenza, che rimanda a Lourdes per la sorgente di acqua miracolosa che fu scoperta, proprio dalla suora, su indicazione del Signore, durante l’estasi di una preghiera. Era il 1960, Collevalenza aveva sempre sofferto la mancanza d’acqua, ma da quella apparizione venne indicato il luogo esatto in cui trovare questa sorgente.

Dopo molti problemi per completare gli scavi, circa 10 mesi dopo, a 120 metri di profondità venne trovata questa falda acquifera da cui nacquero, prima, un pozzo e poi delle piscine per l’immersione di disabili e malati.

Collevalenza, le piscine

“Usa quest’acqua con fede e amore, sicuro che ti servirà di refrigerio al corpo e di salute all’anima”. Questa scritta è scolpita sulla facciata delle piscine a ricordarne lo scopo. La grande perseveranza e il seguito di Madre Speranza aveva fatto sì che il Santuario divenisse realtà, così come le piscine subito dopo. Ecco le sue parole dopo il ritrovamento della prima falda acquifera, il 6 maggio 1960:

“… Ti ringrazio, Signore! Dà la forza a quest’acqua di guarire il cancro e la paralisi, uno figura del peccato mortale e l’altra del peccato abituale… Il cancro uccide l’uomo, lo disfa; la paralisi lo rende inutile, no lo fa camminare… Dà all’acqua la virtù di far guarire i malati, i malati poveri che non hanno mezzi, anche con una sola goccia d’acqua… Sia quest’acqua la figura della tua grazia e della tua misericordia”.

(Madre Speranza, 6 maggio 1960) 

Nonostante le piscine fossero pronte ed operative, passarono ben 18 anni affinché potessero accogliere i fedeli che volevano beneficiarne. Il complesso religioso, in quel frangente, venne completato da tutte quelle strutture che fungevano da aiuto ai pellegrini e agli infermi che si recavano lì e attingevano al pozzo e alle proprietà taumaturgiche di quell’acqua. Solo nel 1978, l’allora Vescovo di Todi, concesse il permesso all’uso delle piscine con finalità taumaturgiche.

Collevalenza, il miracolo del piccolo Francesco

Nel 1999 avviene quello che è il miracolo di Collevalenza. Un bambino, Francesco Maria, di appena 40 giorni di vita, viene colpito da una malattia molto rara che lo rende intollerante a qualsiasi cibo. In pochi giorni perde peso e, nonostante vari consulti che il padre, medico, fece fare, non si riuscì a capire cosa avesse. I genitori sono quasi rassegnati a perderlo, non poteva alimentarsi nel modo adeguato e da lì a breve sarebbe accaduto il peggio. Un giorno, la madre Elena sente parlare delle proprietà miracolose dell’acqua di Collevalenza. Un loro zio è sacerdote e si trova proprio a Collevalenza per raccogliere dell’acqua e chiedere che il piccolo venisse salvato. così dalla

Viene chiesta la grazia per il piccolo nel Santuario dell’Amore Misericordioso e lo bagnano con l’acqua benedetta delle piscine. Il piccolo poche ore dopo sembra rinascere, guarendo inspiegabilmente senza apparente motivo. Questo meraviglioso miracolo, nel 2014, fece sì che Madre Speranza fosse proclamata beata, per le opere che aveva fatto in vita e per la sua grande devozione.

Cava de’ Tirreni, la piccola Lourdes

Un’altra località chiamata piccola Lourdes si trova a Cava de’ Tirreni in provincia di Salerno. Questo luogo di culto nasce dall’idea e dalla vocazione di Don Salvatore Polverino che, di ritorno da un pellegrinaggio a Lourdes, sentì una voce interiore che lo spingeva a ricreare quelle sensazioni e quelle emozioni nei territori del suo ministero.

piccola Lourdes Cava

 

Don Salvatore fece Costruire, così, una riproduzione della Grotta di Lourdes, aiutato dal fratello Don Ciccio, anch’egli parroco, nel reperire i fondi necessari. Fu un’opera che riscosse da subito grande favore da parte dei fedeli. Quando la grotta fu ultimata, vi era il problema dell’acqua di Lourdes.Una fonte venne trovata poco distante dalla Grotta e fu organizzata in delle fontane, per poi essere inaugurata e benedetta il 14 luglio 1974 dal Vescovo di Cava.

Quest’opera, pur non essendo frutto diretto di apparizioni o miracoli, rappresenta una grande forma di devozione e spiritualità per una comunità, quella di Cava, che ha la possibilità di godere di un luogo sacro e suggestivo, frutto dell’amore misericordioso e della caparbietà di due solerti sacerdoti. Un luogo in cui rinnovare la propria fede e trovare conforto nei momenti bui che ognuno di noi, purtroppo, si trova ad attraversare nel corso della vita.

Conclusioni

Queste località chiamate piccola Lourdes, come abbiamo visto, oltre a presentare delle grandi similitudini con le vicende di Lourdes, racchiudono un significato proprio per ogni comunità in cui sono nate.

A Castelpetroso, la Madonna è apparsa e ha reso possibile la costruzione di un magnifico Santuario, oltre a guarigioni miracolose e la forza che dona ai fedeli che vi si recano in pellegrinaggio.

A Collevalenza, Madre Speranza con la caparbietà ha dato la possibilità di trovare l’acqua dando un beneficio terreno al territorio e uno spirituale a tutti coloro che lo vogliono, grazie anche al Santuario dell’Amore Misericordioso. Il miracolo del piccolo Francesco, invece, servì a testimoniare come la mano del Signore possa operare in molti modi a fin di bene.

A Cava de’ Tirreni, invece, seppur non vi siano elementi mistici da registrare, la grande devozione di due sacerdoti ha fatto sì che una comunità avesse la possibilità di vivere un’esperienza spirituale diversa, con la riproduzione della grotta di Lourdes, omaggio alla Madonna che tanta pace e serenità infonde. Il racconto di queste tre realtà italiane, chiamate piccola Lourdes, ci fa capire che la presenza della Madonna e del Signore è in ogni luogo, se lo vogliamo e la ricerchiamo col cuore.

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