Rosari

Ripercorri il cammino di Cristo attraverlo la preghiera.

Rosari

un "canto" di devozione

La Madonna a Medjugorje in un Messaggio un giorno disse ai veggenti…

“Cari figli, il Rosario mi è particolarmente caro, perchè attraverso di esso, voi mi aprite il cuore e io così posso aiutarvi…”
Viviamo così la preghiera del rosario, non meccanica, ma come preghiera del cuore e fatta con il cuore e non solo con le labbra.

I Rosari contraddistinguono una tipologia di preghiera devozionale a carattere litanico che fa parte della liturgia cattolica.

Sono tra le preghiere più diffuse, poiché racchiudono all’interno varie litanie e formano un percorso spirituale che conduce alla purificazione. 

I Rosari sono preghiere che ripercorrono momenti ed eventi della vita di Cristo, ripercorrendoli con l’aiuto della corona traiamo insegnamento ed espiamo le colpe.

Origine dei Rosari

una pratica antica

Dal punto di vista linguistico, Rosario deriva dal latino rosārium, rosaio (moltitudine di rose) il significato viene ampliato e volto in chiave religiosa dalla parola corona, ovvero ghirlanda di rose alla Madonna.

Da questo, deriva l’usanza medievale di mettere una corona di rose sulla statua della Vergine Maria. Le rose erano simbolo delle preghiere rivolte a Maria. 

Da qui nacque l’utilizzo una collana di grani (la corona del rosario) per guidare la preghiera contemplativa e meditativa.

Originariamente, i Rosari erano formati dai 150 Salmi di Davide. Essi si recitavano nei monasteri. Successivamente, nel tardo medioevo, per evitare di imparare a memoria 150 salmi diversi, un monaco suggerì di recitare 150 Padre Nostro.

La diffusione delle chiese, portò la preghiera al di fuori dei centri religiosi monastici. Per contare i Rosari, così, si adottarono vari metodi. Alcuni portavano con sé 150 sassolini, ben presto si passò alle corde con 50 o 150 nodi. Ogni nodo era una preghiera. 

Continuando con la formula ripetitiva, poco dopo, si iniziò ad aggiungere anche il Saluto dell’Angelo a Maria, la parte introduttiva dell’Ave Maria.

Nel XIII secolo, alcuni monaci pensarono ad una nuova preghiera che chiamarono “rosario”, riferendosi ad una corona di rose da omaggiare alla Madonna. 

La rosa è il fiore “mariano”, spesso associato alla Madonna e rappresentato con Essa.

Come recitare i Rosari

Stringi la tua fede tra le dita

Partendo dal messaggio della Madonna a Medjugorje, nacque l’oggetto sacro che oggi chiamiamo rosario.
Nella pratica, la preghiera si recita tenendo il rosario in mano.
Facendo scorrere, tra le dita, i grani della “corona del Rosario” e tenendo il conto.
Solitamente, si recita nella lingua corrente o in lingua latina in contesti internazionali.

La preghiera che compone i Rosari prevede 15/20 “misteri” (momenti o episodi significativi biblici o della tradizione cattolica) della vita di Cristo e di Maria. Convenzionalmente sono raggruppati in “corone”. 

Ogni corona prevede la meditazione e la contemplazione di cinque misteri e la recita di cinquanta Ave Maria, divise a gruppi di dieci. Nel 2002, fu aggiunta una serie di misteri da Giovanni Paolo II, i misteri della luce. 

Essendo facoltativi, questi cinque “misteri della luce”, si può affermare che la preghiera comprenda lo stesso quindici misteri (misteri gaudiosi, misteri dolorosi e misteri gloriosi).

La versione integrale del Santo Rosario prevede la contemplazione di tutti i quindici misteri. Pertanto, la recita di 150 Ave Maria. Dal 2002, con l’aggiunta dei “misteri luminosi”, abbiamo complessivamente 200 Ave Maria.

Quando recitare i Rosari

la tradizione dei "misteri"

Il Santo Rosario completo è di 15 decine in tre serie chiamate corone. Nella forma tradizionale (non abbreviata), si recita ogni giorno una corona contemplando i misteri. 

La prima riguarda i misteri gaudiosi (o della gioia), previsti il lunedì e il giovedì; la seconda corona è per i misteri dolorosi (o del dolore), il martedì e il venerdì; la terza è per i misteri gloriosi (o della gloria), il mercoledì, il sabato e la domenica. 

Giovanni Paolo II ha introdotto i misteri luminosi (o della luce), da meditare il giovedì, e ha definito la seconda corona del Rosario come riferimento.

Misteri gaudiosi (o della gioia)

Da recitarsi il lunedì e il giovedì oppure il lunedì e il sabato se il giovedì si recitano i misteri della luce. Ecco gli episodi mistici a cui si riferiscono.

L’annunciazione dell’angelo a Maria Vergine;
La visita di Maria a Elisabetta;
La nascita di Gesù nella grotta di Betlemme;
La presentazione di Gesù al Tempio;
Il Ritrovamento di Gesù tra i dottori nel Tempio.

Misteri dolorosi (o del dolore)

Da recitarsi il martedì e il venerdì. Ecco gli episodi mistici a cui si riferiscono.

L’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi;
La flagellazione di Gesù alla colonna;
La corona di spine;
La Salita al monte Calvario;
La crocifissione e la morte.

Misteri gloriosi (o della gloria)

Da recitare il mercoledì, il sabato e la domenica oppure il mercoledì e la domenica se il giovedì si recitano i misteri della luce. Ecco gli episodi mistici a cui si riferiscono.

La risurrezione di Gesù;
L’ascensione di Gesù al Cielo;
La discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo;
L’assunzione di Maria Vergine al Cielo;
L’incoronazione di Maria Vergine.

Misteri luminosi (o della luce)

Da recitarsi facoltativamente il giovedì. Ecco gli episodi mistici a cui si riferiscono

Il battesimo di Gesù nel fiume Giordano;
Il miracolo di Gesù alle nozze di Cana;
L’annuncio del Regno di Dio e l’invito alla conversione;
La trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor;
L’istituzione dell’Eucaristia.

Perché si recitano i Rosari

invoca il perdono del signore

Recitare i rosari significa aspirare alla possibilità di ottenere un’indulgenza.

La preghiera è sempre destinata da ognuno di noi per ottenere grazia, perdono e consolazione per noi stessi o per altri a noi vicini. 

Preghiamo i rosari per affinché vengano diffuse delle buone azioni nel mondo, come la soluzione delle guerre internazionali e per la conversione e la crescita spirituale di chi oggi è cieco. 

La preghiera dei rosari, sia da soli che in gruppo, è utile in qualsiasi momento della giornata. Si fa per vivere un momento di pace e serenità, che ci permette di allontanare problemi e preoccupazioni del quotidiano. 

È un momento di vicinanza con Cristo e con la Misericordia, tramite le preghiere più sentite e belle. Le grazie ricevute dalla recita quotidiana dei rosari sono manifeste nelle vite dei santi e ma anche di persone comuni che hanno tratto beneficio dal rivolgere richieste alla Vergine Maria e a Cristo.

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