Le basiliche papali a Roma: tra storia e religione

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Tra l’inestimabile ed inesauribile ricchezza di opere che troviamo a Roma, vi sono le basiliche papali. Le basiliche, in realtà, sono in tutto sei, se consideriamo le due basiliche minori che si trovano ad Assisi. Le basiliche maggiori, invece, si trovano tutte a Roma, sono quattro e rappresentano alcune delle più importanti testimonianze storico-religiose della Chiesa cattolica-romana.

In ambito sociale, le basiliche romane hanno una tradizione laica, rispetto a quelle cristiane, di cui sono antenate. Infatti, in epoca precristiana le basiliche erano luoghi per attività economiche o giuridiche, salvo poi essere trasformate in luoghi di culto, poiché la loro conformazione architettonica a tre navate si prestava ad ospitare molti fedeli. L’Editto di Milano, che apriva al culto del Cristianesimo, per volere dell’imperatore Costantino, rese necessario trovare un luogo adatto per il culto dei cristiani, cosa del tutto sconosciuta al paganesimo romano. Ecco che le basiliche di tipo romano vennero adattate e, da luoghi di affari e tribunali, si trasformano nelle prime chiese cristiane.

In questo articolo, ripercorriamo la storia delle basiliche e descriviamo le quattro basiliche papali maggiori, tappe imperdibili del nostro pellegrinaggio a Roma.

Le quattro basiliche papali

La grande importanza delle basiliche papali risiede nel loro ruolo e dei privilegi particolari di cui godono. Le quattro basiliche papali di Roma sono, infatti, le basiliche coinvolte nelle grandi manifestazioni religiose, come il giubileo. A differenza delle basiliche minori, quelle maggiori presentano la porta santa e l’altare papale.

La porta santa della basilica papale viene aperta dal papa con una speciale celebrazione e rimane così per un intero Anno Santo, il gesto rappresenta l’indulgenza plenaria (perdono) per tutti i fedeli che si pentono sinceramente e si confessano. L’altare papale è un particolare altare da cui solo il papa, o un suo delegato, può celebrare l’Eucaristia.

Le quattro basiliche papali a Roma sono:

  • Basilica di San Pietro in Vaticano
  • Basilica di San Giovanni in Laterano
  • Basilica di San Paolo fuori le mura
  • Basilica di Santa Maria Maggiore

Basilica di San Pietro in Vaticano

Tra le basiliche papali, San Pietro in Vaticano rappresenta la chiesa più grande al mondo, oltre che sede papale da molti secoli ormai. Oltre ad un grande patrimonio artistico e culturale inestimabile, la Basilica di San Pietro, nella versione attuale costruita tra il 1506 e il 1626, rappresenta nell’immaginario cristiano la Chiesa per eccellenza. La costruzione centenaria della basilica attuale servì a sostituire la precedente versione del 320 d.c., voluta fortemente dall’imperatore Costantino. Solo intorno al 1940, invece, si ritrovò la tomba dell’apostolo Pietro, il primo papa, sepolto in una necropoli romana, assieme alle tombe di altri pontefici. Una delle scoperte archeologiche più importanti di tutti i tempi.

Dal punto di vista architettonico, la Basilica è caratterizzata dalla grande cupola che domina la città. Nel pieno del Rinascimento, hanno lavorato alla realizzazione della cupola grandi artisti: Michelangelo, Bernini e Bramante. Fu proprio Michelangelo a progettare la cupola, probabilmente insieme alla Pietà, ospitata anch’essa all’interno della basilica,  due delle sue più grandi opere d’arte.

La Pietà di Michelangelo, in particolare, è una delle sculture più famose e stilisticamente perfette che si ricordino: magistralmente scolpita da risultare così emotivamente potente e significativa.

Famosissimi sono gli affreschi della Cappella Sistina: un’opera incredibile di inestimabile valore. Il Giudizio Universale rappresentato in uno degli affreschi più importanti della storia.

Tra le basiliche papali, San Pietro è quella più famosa e bella per l’esterno. Qui troviamo l’immancabile colonnato del Bernini, voluto da Papa Alessandro VII.  Un’opera di un’intelligenza architettonica superiore: le 284 colonne in stile dorico e gli 88 pilastri in marmo travertino abbracciano la basilica, accogliendo i fedeli che arrivano da via della Conciliazione.

Dal punto di vista devozionale, la Basilica di San Pietro è il simbolo del cattolicesimo. Essendo Cappella pontificia vi si svolgono le celebrazioni più importanti, come la Pasqua, il Natale e la proclamazione dei nuovi papi, oltre alla canonizzazione dei nuovi santi.

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Basilica di San Giovanni in Laterano

La Basilica di San Giovanni in Laterano è storicamente la basilica più antica dell’Occidente. Facente parte della diocesi di Roma, di cui è ufficialmente cattedrale, la sua costruzione risale al 314. La prima versione fu edificata dall’imperatore Costantino. Oltre ad essere una basilica papale maggiore, fino al 1500 circa  è stata, per parecchio tempo, sede pontificia. Oggi rappresenta la Santa Sede, insieme al complesso circostante, che in extraterritorialità si trova nella giurisdizione del Vaticano.

Numerosissime furono, nel corso dei secoli, le rivisitazioni e le versioni che la costruzione ebbe. Nella versione attuale, dal punto di vista architettonico, ammiriamo la facciata settecentesca, ad opera di Alessandro Galilei. Sulla cima della facciata troviamo un gruppo di sculture raffigurante Cristo con la croce che si trova tra alcuni vescovi della Chiesa. Gli interni sono, invece, opera del Borromini e risalgono ad un rifacimento del 1645, in preparazione del Giubileo del 1650.

La basilica di San Giovanni in Laterano presenta cinque navate, il soffitto a cassettoni in stile cinquecentesco è la particolarità di quella centrale. Le due navate intermedie, invece, presentano delle cupolette, le navate estreme hanno il soffitto piatto e mostrano delle campate quadrate. In alcuni pilastri della navata principale sono state create delle nicchie, in cui si trovano delle statue degli apostoli.

Potrai rimanere colpito dll’Altare papale, caratterizzato dall’imponente ciborio gotico che lo sormonta. Inoltre, sopra la volta che racchiude l’area dell’altare, troverai il reliquiario delle teste di San Pietro e San Paolo.

Il Chiostro Lateranense, da cui potrai accedere tramite la basilica, è ciò che rimane di un antico monastero. Rappresenta un capolavoro dell’arte cosmatesca romana, così come le colonne di marmo intarsiato, espressione architettonica del II secolo d.c.

Basilica di San Paolo fuori le mura

La Basilica di San Paolo fuori le mura, chiamata anche basilica ostiense per la posizione in cui si trova, sorge sul luogo dove sembra sia stato sepolto San Paolo.
Tra le basiliche papali, dopo San Pietro, è la più grande ed anch’essa è stata voluta dall’imperatore Costantino. La cappella sepolcrale dedicata a Paolo di Tarso venne, infatti, sostituita da questa basilica sotto il pontificato di Papa Silvestro I.

Dopo numerose modificazioni nel corso della storia, la struttura attuale della Basilica di San Paolo fuori le mura è datata 1825-1850.  Ad opera dell’architetto Pasquale Belli, infatti, vi fu la completa ricostruzione che comprese parte dell’abbazia annessa. I monaci che attualmente la abitano si occupano anche della basilica e del monumento funebre che ricorda San Paolo, oltre che dei bellissimi giardini. La basilica gode dei benefici di extraterritorialità spettanti alle opere sotto la giurisdizione vaticana. Nel 1980 la basilica e l’abbazia sono state nominate patrimonio dell’UNESCO.

La storia della basilica fu terribilmente influenzata dall’incendio avvenuto nel luglio del 1823. Molto andò distrutto, ma l’abside, il chiostro e moltissimi mosaici furono preservati, nonostante, le cinque ore a ridosso delle fiamme. Buona parte della struttura crollò e necessitò di una profonda restaurazione. Nel 1825 la ricostruzione, affidata come detto a Pasquale Belli, fu finanziata da molti regnanti del tempo e promossa da Papa Leone XII.

Si potrà ammirare l’architettura specifica della basilica preceduta da un cortile a quattro porte, al centro del quale vi è la statua in marmo di Carrara di San Paolo, opera di Giuseppe Obici. Guardando la facciata si contraddistingue per i bellissimi mosaici, realizzati nella seconda metà del 1800, raffiguranti in basso, alternati ai finestroni, i profeti Isaia, Geremia, Daniele ed Ezechiele. Nella parte superiore vi sono, invece, raffigurati Cristo in mezzo a San Paolo e San Pietro.

Procedendo all’interno, potrai notare che anche questa basilica papale presenta una pianta a croce latina. Vi sono cinque ampie navate, separate tutte da quattro file di colonne di granito. Sulla fascia sovrastate gli archi che dividono le navate vi sono le riproduzioni di tutti i papi sin qui eletti, da San Pietro all’attuale Francesco. La tecnica di realizzazione è il mosaico, su uno sfondo dorato. Il marmo policromo riveste sia il pavimento, sia le pareti donando un bellissimo effetto di uniformità di materiale e colore.

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Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore, tra le basiliche papali, è quella che ha mantenuto nel tempo la sua struttura primitiva. Sorge sul colle Esquilino, vicino al rione Monti e gode, come le altre basiliche, dei privilegi extraterritoriali riservati agli immobili della Chiesa, frutto dei Patti Lateranensi.

Particolare l’occasione della fondazione di questa basilica, dedicata alla Madonna, tra il 350 e il 435. La sua ideazione è legata al famoso “miracolo della neve”, una nevicata avvenuta il 5 agosto, che ha permesso al papa di allora, Liberio, di tracciare nella neve il perimetro di questa basilica, sognata la notte prima. Ancora oggi il 5 agosto viene simulata la neve con dei petali bianchi che cadono dal soffitto durante la santa messa.

La costruzione vera e propria avvenne sotto papa Sisto III, nel 432, presentava tre navate divise da 21 colonne per lato, rifinite da capitelli in stile ionico. Dello stesso periodo sono i bellissimi mosaici che raffigurano scene bibliche varie, restaurati a più riprese nei secoli successivi. I lavori di restauro più importanti furono fatti nel 1300, in occasione del primo giubileo: nuovo transetto e nuova abside, abbellita da mosaici di Jacopo Torriti, tra i più belli ed antichi di tutta la città, rappresentano l’espressione del periodo cristiano-bizantino-romano.

All’esterno è il campanile che colpisce l’occhio. Il più che ammirerete nel pellegrinaggio a Roma, misura circa 75 metri e risale al 1375, attualmente presenta ben 5 campane.  Una delle campane risuona dopo le 21 ed il suo suono è chiamata “la sperduta”, poiché legata ad una leggenda su una pastorella scomparsa, molti secoli fa.

Altri grandi lavori e rinnovamenti avvennero in epoca sistina, sotto il pontefice Sisto V, in pieno Rinascimento. Come per tantissime opere di Roma, quel fiorente periodo urbanistico-architettonico toccò anche la basilica di Santa Maria Maggiore. SIsto V stesso, per la bellezza della cappella appena realizzata, decisi di essere sepolto in questa basilica, in cui si trova anche la tomba del Bernini.

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Le basiliche papali: storia ed origine

L’origine della basilica cristiana ha radici antiche, nei primi anni dopo Cristo. La necessità di riunirsi in gruppi sempre più numerosi, fece emergere il problema ponendolo all’attenzione dei primi cristiani. Paolo di Tarso, all’epoca il più importante diffusore della cristianità, aveva contribuito a fondare molti dei gruppi cristiani nelle città più importanti dell’epoca, provando a far uscire dalle case private la diffusione di questo nascente culto.

Tuttavia, il crescente movimento cristiano non era visto con benevolenza dall’Impero Romano, che ostacolava in tutti i modi congreghe e riunioni dei cristiani, fino ad arrivare alle famose ed aspre persecuzioni.  Solo dopo il famoso editto di Milano, firmato dall’imperatore Costantino nel 313 d.C., si ebbe la libertà di professare la religione cristiana, riproponendo il problema del luogo di culto adatto.

La funzione delle antiche basiliche romane, pertanto, mutò: da luogo per affari e tribunale, divenne luogo in cui professare il culto della religione cristiana. La possibilità di poter radunare in unico luogo tanta gente, rese famosissime ed utilissime questo tipo di costruzione, a loro volta derivate dalla tradizione ellenistica.

Il Cristianesimo, divenendo via via un movimento sempre più numeroso, cominciò a dare sempre più importanza al ruolo papale. Il vescovo di Roma, questo è ciò che rappresenta, tra le altre cose, il Papa, nei primi secoli, non aveva particolari privilegi o compiti, rispetto ai vescovi delle altre comunità. Solamente nel III secolo d.C. acquisì il ruolo di capo della Chiesa cattolica-romana.

La sua crescente importanza ed il suo ruolo elevarono anche le basiliche presso cui presiedeva le riunioni dei fedeli. L’istituzione delle basiliche papali ci lascia, oggi, una incredibile mole di opere e storia, che possiamo ammirare e studiare nella loro simbologia e architettura.

Assieme alla quinta basilica, la Basilica di San Lorenzo fuori le mura, le quattro basiliche papali rappresentano, infatti, la pentarchia, ovvero i cinque patriarcati della Chiesa unita: Roma (San Giovanni in Laterano), Costantinopoli (San Pietro in Vaticano), Alessandria (San Paolo fuori le mura), Antiochia (Santa Maria Maggiore) e Gerusalemme (San Lorenzo fuori le mura). Queste sedi rappresentano il governo collegiale della Chiesa Cristiana.

Basiliche papali: l’architettura

La concezione di basilica cambia, come detto, intorno al IV secolo d.C. Dal punto di vista architettonico, le basiliche cristiane costruite in quel periodo seguono le forme e le piante di quelle romane: una navata centrale che finiva con un’abside finale e altre due o quattro navate laterali. La particolarità della basilica romana, intesa come costruzione, è sempre stata la possibilità di ricavare delle finestre, nella parte superiore, da cui poter illuminare con luce solare il grande edificio.

La pianta era quasi sempre rettangolare, a croce, e contemplava l’ampiezza di 3 o 5 navate divise da colonnati, mentre l’abside, in epoca romana usata come postazione del magistrato che presiedeva l’udienza, fu utilizzata dai cristiani per collocarvi l’altare. Moltissime furono anche le basiliche civili, importate dalla tradizione greca, che presero piede in quegli anni.

Considerata da molti una costruzione versatile e funzionale per le attività che coinvolgevano molte persone, la basilica romana è ancora oggi un modello architettonico utilizzato nelle costruzioni di culto cattolico.

Conclusioni

Le basiliche papali sono senza dubbio delle meravigliose manifestazioni di storia, cultura e credo religioso che non possono essere perse durante un pellegrinaggio a Roma. L’enorme patrimonio artistico ed architettonico che ognuna delle basiliche possiede è qualcosa di inestimabile, dal valore assoluto, talmente significativo che non bisogna essere degli esperti di storia dell’arte per apprezzarlo nella sua interezza.

Le basiliche papali, però, non sono solo dei luoghi da visitare e apprezzare per il loro valore artistico, poiché rappresentano sempre la Chiesa. Molte di queste basiliche sono state volute da Costantino, il quale, dopo l’editto, rese libero da persecuzioni il culto delle religioni, in particolare di quella cristiana. Ecco perché il valore di queste basiliche è importante: ciascuna rappresenta una città diversa, formando, insieme alla basilica di San Lorenzo fuori le mura, la Pentarchia.
Oltre al valore storico-religioso, quindi, nelle basiliche papali è nascosto un grande significato simbolico, per quanto riguarda la Chiesa.

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